Le orecchie fischiano.
Penso una cosa.
E' troppo presto.
Troppo troppo presto.
Mi sento soffocare nell'abbraccio di una relazione,
avverto la mia libertà che vola via di nuovo.
Avverto la me, quella bella, quella estiva, biondissima e abbronzata, che ballava da sola che mi guarda severa.
Mi chiede di non rinchiuderla di nuovo, non così presto.
Non lo so.
Ci sono troppe Erlinde diverse dentro di me.
Ce n'è una, se ne sta in un angolo piccola e raggomitolata,che si tiene il cuore tra le mani e piange. Piange per lei, per sua madre e per sua sorella. Respira un pò se lui l'abbraccia e di notte le accarezza i capelli per farla addormentare, che chiude gli occhi contro il suo petto e si lascia calmare.La pace e la serenità, l'equilibrio, tutto l'amore del mondo, le carezze, i baci. Lei vuole solo questo.
Poi ce n'è un'altra, sta nel centro della stanza ed è incazzata, contro tutti. Vestita di nero, di pelle nera, con stivali borchiati e il mascara colato sul viso. Urla come una dannata e c'ha scritto rabbia ovunque. Non vuole carezze, nè baci, nè abbracci. Non ha bisogno di nessuno xkè lei basta a se stessa. Sa che tutti tradiscono tutti, e la sua rabbia è la sua forza.
Poi un'altra ancora siede su una poltrona guardando vecchie foto. Ricorda chi era e chi amava. Sta lì e si chiede se amerà mai più in quel modo così totalizzante, ha una poesia tatuata lungo tutta la schiena e i suoi vestiti sono pagine di vecchi libri, ha i capelli raccolti in una treccia sfatta sulla spalla.
E poi c'è quella estiva, con i capelli così biondi, mossi , che si muovono quando balla divertita. Anche se balla da sola si vede che ha trovato pace in quei balli e in quei vestiti leggeri e colorati, è l'unica che mi guarda in faccia. Mi prende la mano e mi dice di pensarci. mi dice di guardarmi attorno. " Guarda come siamo ancora combinate, non c'è un briciolo di uniformità in questa stanza, ognuna va per i fatti suoi, e le cose non stanno migliorando, lo sai. Sei sicura di quello che fai? Siamo così deboli, così incredibilmente deboli. Lo saremo ancora per molto, e tu lo sai. "
Bò.
Mi sale un leggero senso di ansia, di soffocamento. Come se mi stessi impelagando in qualcosa ancora troppo grande per me. Vorrei scriverne ancora. Vorrei che uscisse fuori ciò che davvero c'è dentro. La voce univoca di tutte loro. Ma c'è troppo casino e mi fischiano le orecchie.